Il restauro e la ricostruzione
madonna

Il restauro e la ricostruzione della Madonna di Pietranico

L'intervento, avviato nel marzo 2010 e terminato nel febbraio 2011, ha previsto il restauro e la ricostruzione della scultura in terracotta policroma, raffigurante la Madonna in Trono, gravemente danneggiata dal sisma abruzzese del 6 aprile 2009.

L'opera databile alla fine del '400 era conservata al Museo Nazionale d'abruzzo a L'Aquila, ma proveniente da Pietranico un paese in provincia di Pescara.

Il terremoto ha ridotto la scultura in frammenti: 19 porzioni maggiori, 5 minori ed innumerevoli piccole scaglie di policromia e terracotta, con la perdita definitiva di alcune importanti porzioni: la mano sinistra, alcune dita della mano destra, la spalla destra e molte parti dei dettagli scultorei del manto.

Il progetto per il restauro della scultura, volto ad esaurire tutte le diverse e molteplici implicazioni conservative e conoscitive, ha previsto anche la sua completa ricostruzione in funzione di una possibile restituzione al culto attraverso il pieno recupero dell'immagine nel rispetto delle sue peculiari tradizioni devozionali.

L'intenzione è stata dunque di "ricostruire" non solo l'oggetto ma anche la memoria del suo contesto storico e territoriale, operazione che concorre ad evidenziare l'importante ruolo che i Beni Culturali hanno di essere strumento di identità collettiva.

In questo senso le finalità dell'intervento, oltre a soddisfare i diversi ambiti di studio: scientifici, iconografici e storico artistici, può collocarsi nel più ampio contesto e riflessione sul dibattito della ricostruzione dai gravissimi danni che il terremoto ha provocato sul territorio abruzzese.

Tutto questo ha esteso la finalità del progetto che dunque non va inteso solo come un consueto intervento conservativo.

Con tali premesse, per il restauro e la ricostruzione del manufatto è stata considerata la possibilità di utilizzare materiali e tecniche tradizionali supportate dalla tecnologia più avanzata oggi a disposizione:

- tutte le diverse fasi di restauro conservative ed estetiche sono state svolte dal punto di vista teorico e pratico, con le più attuali metodologie conoscitive, diagnostiche ed operative;

- per il rifacimento delle parti ormai perdute è stato coinvolto uno scultore abruzzese, specialista di terracotta e conoscitore delle tecniche antiche, supportando la sua esperienza e manualità artigiana con i dati oggettivi desunti da materiale documentario di archivio, dalle scansioni laser dei frammenti e dalle conseguenti elaborazioni virtuali in 3D;

- Il necessario supporto a sostegno dei frammenti riassemblati e ricostruiti è stato progettato con criteri e materiali innovativi ed in buona parte realizzato con la tecnica di rapid prototiping;

- Il recupero e lo studio della policromia originale e delle sue inedite finiture decorative è stato approfondito e documentato anche con l'ausilio di analisi di laboratorio;

- Il progetto ha considerato inoltre tutti i possibili aspetti per la valorizzazione dell'opera stessa e la diffusione degli studi e del restauro, mediante l'organizzazione di eventi espositivi, la partecipazione a convegni, la realizzazione di una pubblicazione bilingue e di un film documentario, anch'esso bilingue che illustra tutte le diverse fasi del lavoro, della storia conservativa dell'opera e del suo ruolo devozionale legato al territorio abruzzese.

Il progetto approvato dal Vice-Commissario delegato per la tutela dei Beni Culturali, ing. Luciano Marchetti, Dipartimento della Protezione Civile, è stato diretto dalla dott.ssa Lucia Arbace, Soprintendente BSAE dell'Aquila e finanziato dall'Italian American Museum.

Elisabetta_SonninoIl lavoro è stato affidato alla restauratrice Elisabetta Sonnino che ha curato e coordinato le molte diverse procedure coinvolgendo diverse professionalità ciascuna con le rispettive specializzazioni fra cui: l'Istituto di Scienza e Tecnologia dell'Informazione del CNR di Pisa per le scansioni laser e ricostruzione in 3D, la ditta Equilibrarte di Roma e la ditta Tryeco di Ferrara per la progettazione e la realizzazione del supporto, lo scultore Marco Appicciafuoco per il rifacimento delle parti mancanti della scultura, il laboratorio Arte lab di Roma per le analisi e la caratterizzazione dei materiali originali, il regista Michele Bevilacqua per le riprese ed il montaggio del film documentario.

CONTACT US


ico_mailinfo@linkitalia.eu

          

itaflag +39 338 6534678

ico_skype  umberto.mucci

usaflag +1 917 6084605